Cinema, teatro, pubblicità: in ognuno di questi ambiti esiste un’arte imprescindibile e fondamentale, la scenografia.
Un linguaggio tanto teorico quanto pratico, complesso e sfaccettato, che non si limita a costruire spazi, ma dà forma all’immaginario, conferendo a ogni scena un’identità visiva unica e riconoscibile.
Scenografia: da dove si parte?
La scenografia non è solo uno sfondo: è parte integrante del racconto visivo. In pubblicità, così come nel cinema, ogni elemento scenico contribuisce a creare atmosfera e guidare lo sguardo dello spettatore. Ecco cinque regole fondamentali da tenere a mente quando si progetta una scenografia.
- Leggere e rileggere il testo
Tutto quello di cui abbiamo bisogno per riuscire a dare vita a una scena in grado di veicolare un certo tipo di emozioni e significati è proprio davanti ai nostri occhi. Per questo motivo è importante leggere e rileggere la sceneggiatura, fino a conoscerla come le nostre stesse tasche. Quando conosceremo ogni dettaglio e avremo interiorizzato il testo, saremo liberi di trovare le soluzioni pratiche e creative che riteniamo più in linea con la storia.
→ Abbiamo affrontato lo spot pubblicitario di Selenella proprio con questo approccio: comprendere le esigenze dello storytelling per creare un viaggio evocativo “dal campo alla tavola”.
(L’accesso a questa ghost production è disponibile su richiesta.)
- Comunicazione
Se siete esperti dei set, saprete quanto comunicare sia fondamentale per la buona riuscita di uno shooting. Il cinema, così come la pubblicità, sono mondi che nascono dalla collaborazione, dall’intersezione di reparti e arti molto differenti tra loro. Nel caso della scenografia, è importante interfacciarsi con la regia e con il reparto dei costumi.
→ Questo gioco di interazioni è stato fondamentale in Riducella, dove il dialogo con i team artistici e di cinematografia ha portato a un’estetica raffinata, a un equilibrio tra eleganza e precisione medica.
- Funzionalità
Una scenografia, soprattutto in ambito pubblicitario, deve supportare le necessità tecniche (luci, angolazioni, spazio per il set) e facilitare il lavoro degli attori o performer. Certo, attenzione ai dettagli e al design, ma senza mai perdere di vista la praticità.
→ In Well Done Unpublished di Beta abbiamo utilizzato scenografie essenziali e luci posizionate strategicamente per concentrare tutta l’energia visiva sul prodotto in azione.
(L’accesso a questa ghost production è disponibile su richiesta.)
- Istinto e creatività
Progettare un set design significa studiare, fare ricerca ma significa anche istinto e creatività. Se la preparazione del set è fondamentale mettersi all’opera per trovare soluzioni, sul set, bisogna sempre essere pronti a tutto.
→ Mai come con Vesuvius, un videoclip ad alta intensità realizzato per Philipp Kirkorov, questo è stato vero. Da una villa saccheggiata a un’eruzione vulcanica, abbiamo spinto design e logistica al loro limite.
- Attenzione ai dettagli
Sul set non si lascia niente al caso. Ogni dettaglio ha la sua importanza, anche quello più piccolo e apparentemente invisibile. Infatti, ogni componente della scenografia contribuisce attivamente alla rappresentazione della narrazione, del luogo, della storia nella mente dello spettatore.
→ Con Nobili abbiamo saputo coniugare la precisione del mondo industriale con il calore autentico della dimensione domestica, creando un dialogo tra fabbrica e casa che mette in risalto l’eleganza e la funzionalità del prodotto.
(L’accesso a questa ghost production è disponibile su richiesta.)
Progettare una scenografia significa trovare l’equilibrio perfetto tra creatività e logica, visione artistica e necessità tecniche. Ogni ambientazione ben riuscita è il frutto di studio, confronto, intuito e cura del dettaglio. Ed è proprio in questo equilibrio che la scenografia smette di essere un semplice sfondo e diventa parte viva della narrazione.